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Pubblicato il rapporto annuale del Ministero della Salute sull’attività dei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita

Nella presentazione del Rapporto, a firma di Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, si riassumono i contenuti del documento. Essi indicano una sostanziale stabilità dell’attività dei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita e una costanza dei risultati ottenuti.

Fra i punti sottolineati dal Ministro c’è quello relativo alla tendenza a concentrare il maggior numero di cicli di trattamento nei Centri pubblici e in quelli privati convenzionati. Si evidenzia anche una crescita dei cicli eseguiti, delle gravidanze ottenute e dei bambini nati applicando tecniche di fecondazione di II e III livello, mentre gli stessi dati tendono a diminuire per le tecniche di fecondazione di I livello. In particolare per quanto riguarda i nati vivi, variabile che più di qualunque altra è indice dell’efficacia dei trattamenti, se ne sono ottenuti 1682 con le tecniche di I livello e 10976 con quelle di II e III livello. Considerando tutte insieme queste nascite, esse hanno rappresentato il 2,5% del totale dei nati in Italia nell’anno 2014. La percentuale di gravidanze ottenute per ciclo eseguito è simile a quella registrata nei rapporti precedenti. In particolare, è stata del 10% per le tecniche di I livello e del 19.4% per quelle di II e III livello definite “a fresco”, vale a dire eseguite con embrioni non sottoposti a crioconservazione. Il numero degli embrioni sottoposti a crioconservazione è aumentato del 30%.

I dati del rapporto confermano che i condizionamenti sociali e, forse, anche un’inadeguata conoscenza degli effetti dell’età sulle probabilità di successo della PMA, portano le coppie a cercare sempre più tardi questa soluzione. Infatti, continua ad aumentare l’età delle donne nelle quali vengono applicate tecniche “a fresco” di II e III livello. Inoltre, è del 32.9% la quota di donne che accedono a queste soluzioni in età superiore ai 40 anni. Il Ministro sottolinea gli effetti negativi di questo andamento sui risultati della PMA, segnalando che la percentuale di gravidanze per ciclo eseguito è, dai 43 anni in su, del 5.3% con le tecniche di II e III livello “a fresco”, rispetto al 19.4%, sopra citato, che riguarda il totale della casistica. Il ricorso tardivo alla PMA va affrontato con campagne di informazione che il Ministero della Salute intende sviluppare nell’ambito del Piano Nazionale per la Fertilità. Fra gli obiettivi di questo progetto c’è l’informazione mirata degli operatori della sanità e dei cittadini riguardo ai meccanismi della riproduzione, alle alterazioni che li possono riguardare e alle soluzioni che offrono i moderni trattamenti dell’infertilità. Fra le iniziative pianificate anche il “Fertility Day” (svolgendosi in Italia avrebbe dovuto essere denominato “Giornata della Fertilità”) previsto per il 22 settembre 2016.

Tommaso Sacco

Fonte: Relazione del Ministro della Salute al parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita

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