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Presso l’ambulatorio di immunologia ed endocrinologia della riproduzione afferiscono pazienti affette da endocrinopatie di diversa natura. Il quesito diagnostico richiesto dalle nostre pazienti, in genere, risulta essere un’alterazione del ciclo mestruale o la sua assenza.

Ciascuna paziente afferente presso l’ambulatorio è valutato da un punto di vista endocrinologico attraverso lo studio non solo della funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisario ma anche di altre ghiandole che se malfunzionanti possono impattare negativamente sulla funzionalità ovarica (tiroide, surrene, pancreas). Laddove necessario è possibile effettuare ulteriori esami ematochimici al fine di escludere patologie caratterizzate da irregolarità del ciclo mestruale e infertilità tra queste Cushing, ipotiroidismo, ipertiroidismo, deficit di 21-idrossilasi e neoplasie surrenaliche ormono-secernenti.

Fra le patologie di più frequente riscontro si evince la Sindrome dell’Ovaio Policistico. Quest’ultima è una sindrome complessa, che colpisce il 5-10% della popolazione femminile, caratterizzata da un quadro ecografico costituito da ovaie ingrandite e micropolicistiche, irregolarità del ciclo mestruale, segni di iperandrogenismo e molto spesso da alterazioni del metabolismo glucidico. La paziente è spesso in sovrappesso, presenta infatti obesità di tipo addominale e un franco quadro di iperinsulinismo. Le ultime linee guida ESHRE/ASRM del 2008 sul trattamento della infertilità in pazienti con PCOs raccomandano, in primo luogo, un cambiamento dello stile di vita ed una dieta appropriata nelle pazienti in sovrappeso/obese, al fine di indurre una ripresa spontanea dell’ovulazione.

La presenza di riscontri anamnestici indicativi di aborto ricorrente e/o familiarità per patologia tromboembolica potrebbe rendere necessari specifici esami ematochimici per la valutazione di coagulopatie, patologie autoimmuni e genetiche.