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Prelievo ovocitario: recupero e trattamento per la FIVET e la ICSI

15/04/2018

Il prelievo ovocitario (PO) rappresenta una tappa fondamentale delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) di II-III livello. Il PO è l’aspirazione dei liquidi follicolari e degli ovociti in essi contenuti.

 

Il prelievo degli ovociti, comunemente definito pick-up, viene effettuato dopo circa 34-36 ore dalla somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG), che ha lo scopo di indurre la maturazione finale degli ovociti. Durante tale procedura, eseguita sotto controllo ecografico previa anestesia locale o sedazione profonda, un apposito ago montato su una sonda ecografica transvaginale viene utilizzato per aspirare il fluido follicolare con conseguente raccolta degli ovociti in esso contenuti. Il liquido follicolare viene recuperato in una provetta mantenuta a 37 °C, che viene in seguito consegnata all’embriologo per l’identificazione degli ovociti. Il contenuto della provetta viene svuotato in appositi contenitori e allo stereomicroscopio dotato di piastra riscaldante l’embriologo inizia la ricerca degli ovociti. Questi vengono lavati in un mezzo tamponato e successivamente posti in coltura in un terreno supplementato con albumina umana, preincubato ed equilibrato. L’ovocita recuperato è circondato da cellule della granulosa che formano un complesso detto cumulo ooforo. La parte interna di questo cumulo, a stretto contatto con l’ovocita, viene detta corona radiata. L’ovocita maturo (periovulatorio) si trova bloccato in metafase II e presenta il 1° corpo polare (CP), che può essere correttamente visualizzato solamente dopo la rimozione del complesso cumulo ooforo-corona radiata. Quindi in definitiva, al momento del pick-up vengono recuperati i complessi cumulo ooforo-ovocita (COC).

 

Nei cicli FIVET (fertilizzazione in vitro con embryo transfer) in cui è prevista l’inseminazione degli ovociti con gli spermatozoi, non si effettua la rimozione delle cellule del cumulo ooforo e della corona radiata e di conseguenza non si conosce il reale stadio di maturità nucleare degli ovociti.

 

Per l’inseminazione i COC vengono trasferiti in piastra da coltura ricoperta di olio minerale (goccia). L’inseminazione avviene entro 3 o 4 ore dal prelievo ovocitario con una sospensione di circa 25.000 spermatozoi inseminati per ciascun ovocita.

 

Per gli ovociti candidati alla ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) viene eseguita la valutazione della maturità nucleare e citoplasmatica prima dell’iniezione. Lo studio degli ovociti candidati alla ICSI si esegue attraverso la valutazione della maturità nucleare, citoplasmatica e delle caratteristiche extracitoplasmatiche. Per eseguire tale classificazione, l’ovocita deve essere privato delle cellule del cumulo ooforo e della corona radiata mediante un’azione enzimatica e meccanica, in un processo di “pulitura” definito decoronizzazione. L’iniezione degli ovociti deve essere eseguita entro 3 o 4 ore dal prelievo ovocitario. Gli ovociti che presentano immaturità nucleare (ovociti allo stadio di vescicole germinali o di metafase I) non possono e non devono essere utilizzati per la ICSI. Gli ovociti di “prima scelta” per la ICSI sono quelli allo stadio di metafase II e senza anomalie citoplasmatiche e/o extracitoplasmatiche. Invece, gli ovociti allo stadio di metafase II, ma con anomalie citoplasmatiche e/o extracitoplasmatiche devono essere considerati come “ovociti di seconda scelta” per la ICSI.

 

Con il PO si recupera una vera e propria coorte di ovociti a gradi di maturazione differenti: solo il 5-10% di ovociti recuperati è in grado di generare embrioni con pieno potenziale di sviluppo. La valutazione della qualità ovocitaria contribuisce in modo cruciale all’esito delle tecniche di PMA, in quanto la qualità dell’embrione dipende dalla capacità degli ovociti e degli spermatozoi di contribuire alla fertilizzazione, allo sviluppo dell’embrione e al suo impianto. Perciò, è di cruciale importanza definire dei criteri di studio e di classificazione adeguati a selezionare gli ovociti più competenti

 

Marianna Serrenti - Biologa presso il Servizio di Ostetricia e Ginecologia, Diagnosi Prenatale e Preimpianto, Terapia Fetale, Ospedale Regionale per le Microcitemie, Cagliari

 

Bibliografia di riferimento

 

Combelles CM, Racowsky C. Assessment and optimization of oocyte quality during assisted reproductive techonology treatment. Semin Reprod Med 2005;23:277-84.

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Fields E, Chard J, James D, et al; Guideline Development Group. Fertility (update): summary of NICE guidance. BMJ 2013 Feb 20;346:f650.